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MURMURE

Murmure è stato recensito/presentato su quotidiani nazionali (La Stampa, Il fatto quotidiano, Il Manifesto, L’avvenire, Repubblica) e sui principali magazine musicali italiani cartacei (Rumore, Blow up, Il Mucchio selvaggio, Rockerilla, Vinile, Raro, ecc.) e digitali (Sentireascoltare, Rockol, Rockit, Il giornale della musica, DLSO, Xl Repubblica, Rolling Stone, Il Sussidiario ecc). Ha ottenuto editoriali e citazioni su settimanali e riviste (L’internazionale, Venerdì di Repubblica, Amica, Grazia, Gioia, Io Donna ecc.). I live sono stati presentati sui principali quotidiani delle città di riferimento (Roma, Firenze, Torino, Milano, Bologna ecc.) e con un video dell’agenzia nazionale Askanews rilanciato da Sole24Ore e molti altri. Live promozionali sono stati realizzati per Radio Rai 3 (Battiti, L’idealista, Fahrenight, Salone del Libro), La Stampa, Repubblica e Jam Tv.

Murmure vede il talento di Carlot-ta alle prese con un organo a canne. Ne escono fascinose Samba macabre,
citazioni da Gyorgy Ligeti o da Virginia Woolf, marcette tra il carnascialesco e il barocco. Carlot-ta a volte dà
l’impressione di volersi inserire nella scia di certe donne immaginifiche come Kate Bush e Björk. Pier Andrea Canei, L’internazionale

È un’opera estrema, in un mondo tecnologico come quello di oggi, il terzo disco della talentuosa pianista e cantautrice Carlot-ta […] Brani che tendono al cielo, con le loro atmosfere un po’ cupe, nordiche, dotate di un impeto che si sviluppa in uno stile verticale come a ricordare quelle cattedrali gotiche che tendono verso l’alto con le loro torri e guglie. Pasquale Rinaldis, Il fatto quotidiano

Qualora siate in cerca di un album sospeso in modo intelligente e creativo tra uomo e natura, cielo e terra, segnatevi questo nome: Carlot-ta. […] Brani che segnalano un far canzoni di rara profondità, gusto e soprattutto estensione timbrico-emozionale. Andrea Pedrinelli, L’avvenire

È un disco che porta altrove quello che la pianista e cantante Carlot-ta ha inciso tra Italia, Svezia e Danimarca. Un disco, il terzo, che si muove tra contaminazioni elettroniche e sonorità arcaiche. Roberto Pavanello, La Stampa (ed. nazionale)

Carlot-ta è quello che il pop italiano dovrebbe essere e non è. […] Murmure è un miscuglio di atmosfere gotiche e romantiche, picchi drammatici e squarci bucolici, dolcezza e mistero. Ha quel che manca a tanti, troppi di dischi di
pop italiano: un’idea, un metodo, un suono. Un mondo, insomma. Claudio Todesco, Rockol

Un canzoniere che ribadisce la maturità di un’artista ben distante dalle facilonerie in voga oggidì, che si appropria del mondo, muovendosi con la stessa padronanza tra influenze nord-europee e francesi, così come del tempo, piegandolo alla propria volontà, semplicemente fermandolo. Elena Raugei, Il Mucchio selvaggio

Su questo impianto ultra-classico la voce di Carlot-ta prende il volo con facilità pari solo all’eleganza, dire che rammenta Bjork è banale ma va preso come un complimento sincero. Bizarre, Blow Up

Carlot-ta al suo terzo disco, degno del miglior cantautorato internazionale al femminile, si lancia in un’esplorazione da brividi delle possibilità espressive dell’organo a canne, in un linguaggio ora sacrale, epico e ineluttabile, ora minimale e gravido di una malinconia quasi liquida. Bellezza magistrale. Ambrosia S.J. Imbornone, Rockerilla

L’idea è straniante, il risultato geniale, inatteso, sbalorditivo. Uno degli album dell’anno, senza alcun dubbio. Alberto Marchetti, Vinile

Nella Carlot-ta (al secolo la vercellese Carlotta Sillano) di un disco intrepido e oscuramente fascinoso come “Murmure”, si partecipa a un rito religioso liberatorio dove la tensione tipica della fertile tradizione art-pop anglosassone, convive con un talento innato nel fornire regia lucida e coerente al complesso di spunti, idee e
contributi. Una ricerca dell’espressione totale che tiene insieme la cura del particolare con l’attenzione alla funzionalità del contesto, tra suggestioni antiche e rivestimenti moderni di tastiere e ritmi elettronici. Alessandro Berni, Il Sussidiario 

Ne viene fuori un disco strano, analogico, organico – ma al contempo alieno nei suoni e nelle atmosfere da qualunque cosa abbiate ascoltato. Un grandissimo disco.Jacopo Tomatis, Il Giornale della Musica

Murmure è uno splendido disco dal respiro internazionale col quale Carlot-ta passa definitivamente dallo status di giovane promessa a quello di assoluta certezza. Ammaliante e misterioso. Riccardo Martillos, Mescalina

Non più il pianoforte, ma l’organo a canne, potente mezzo carico di forza vitale e in possesso di un proprio “respiro”. Murmure si sviluppa interamente su questo concetto di vitalità che fluisce tra persone e oggetti inanimati in una sorta di panteismo arcaico e inafferrabile. La produzione di Paul Evans (Björk, Sigur Rós, Damon Albarn) lascia il segno soprattutto nello spostamento progressivo del sound verso picchi algidi e distaccati. Stefano Capolongo, Sentireascoltare

Per essere belli gli album devono essere composti da belle canzoni, da qui non si scappa, ma il piccolo prodigio di Murmure sta a monte della qualità dei singoli pezzi: a stupire in positivo è l’idea da cui nasce il disco, il modo in cui è stato pensato e l’efficacia con cui tutto questo è stato tradotto in musica. Non perdetevi questo album, e non perdetevi un concerto di Carlot-ta, se passerà dalle vostre parti. Lorenzo Mei, WallStreet Magazine

Live per Battiti, Radio Rai 3

Live per Radio Rai 3 / Salone del libro

Live per La Stampa

Un’opera letteraria per ogni brano di Murmure, DLSO

Il favoloso mondo di Carlot-ta, XL Repubblica

Live per Repubblica, Webnotte

Intervista e live Jam TV

Intervista per Rockit 

Anteprima videoclip Virgin of the noise

Intervista Io Donna

Intervista Askanews

SONGS OF MOUNTAIN STREAM

Carlot-ta punta in alto e muove pure le montagne.
Emiliano Coraretti, Venerdì di Repubblica

Songs of Mountain stream rappresenta un piccolo miracolo.[…] Un humus alpino che dona un supplemento di anima (o di animistico) a brani squisiti, tra cerimonie funebri e creature mitologiche, liriche di Paul Valèry e canzoni duecentesche, Tori Amos e murder ballads.
Carlo Bordone, Il Fatto Quotidiano

La voce di questa vercellese straordinaria, tanto giovane quanto musicalmente colta, è qualcosa che ti fa pensare anche nella più grigia delle giornate, anche nei più noiosi sabati sera di provincia, che i miracoli succedono pure qua.
Gianluca Mercadante, La Stampa

Musica colta, atmosfere ricercate e piglio sperimentale vanno così a comporre un concept album che intende andare oltre il capitolo precedente.[…]“Songs Of Mountain Stream” segna la definitiva maturazione artistica di Carlot-ta sull’onda di un sound che sa dosare con bravura ed efficacia repertorio classico e intuizioni moderne.
Fabio Guastalla, Ondarock

La songwriter piemontese torna con un album emozionante e colpisce dritto al cuore.[…]Brani intriganti e delicati, improvvise evoluzioni armoniche, arrangiamenti complessi e sonorità tutt’altro che compiacenti. Eccellente.
Simone Bardazzi, Rockerilla

Un background pianistico classico che fa da collante senza imporsi su un universo melodico peculiare. Tutte le carte in regola per farsi strada, è il caso di dirlo, al di là delle Alpi.
Alessandro Besselva Averame, Rumore

Carlot-ta con Songs of Mountain Stream è a un passo dal disco perfetto. […] Dove può arrivare a questo punto lo sa solo lei. Di certo sarà molto in alto.
Manfredi Lamartina, Rockit

Carlotta Sillano, in arte Carlot-ta, è un talento puro. […] Un pop folk dall’impianto classico si intreccia così con l’attualità, per un effetto parimenti atavico e moderno. […] la sensazione di trovarsi nei boschi in solitudine, in uno stato di beatitudine.
Elena Raugei, Il Mucchio Selvaggio

Ci sono il folk, l’elettronica, il pop; c’è una particolare raffinatezza, c’è un particolare gusto, elegante e delicato nel descrivere un intimo mondo interiore che la cantautrice associa alle montagne. Un nome da tenere d’occhio.
Federica Palladini, Elle

Non ci sono passi falsi finora nel cammino di Carlotta, ma solo sentieri sinuosi che salgono sempre più verso vette di qualità. Quest’album è uno scrigno di magie, che dischiude sconfinata ed enigmatica bellezza da ammirare con il naso all’insù, rapiti da suoni e profumi silvani, e da ricustodire all’infinito.
Ambrosia Jole Silvia Imbornone, L’isola che non c’era

La vercellese Carlotta Sillano non delude le attese con il nuovo lavoro. Carlot-ta colpisce con la grazia e il candore ispirati dagli scenari immacolati di montagna.
Michele Chisena, XL di Repubblica

Nello scorrere dei brani, la voce di Carlot-ta è capace di “cambiar pelle” e tramutarsi in buio e luce in men che non si dica, accarezzando e disegnando fotografie perfette delle sue parole.
Fabio Marco Ferregatta, Impatto Sonoro

Le 11 composizioni sono pervase da uno spirito da fiaba nordica, a volte crudele: l’insieme scorre freddo e impetuoso lungo un oceanico flusso di coscienza che arriva a lambire i piedi fino a trascinare con sé.
Laura Albergante Visconti, Audio Review

La cantautrice piemontese che si fa chiamare Carlot-ta torna con un album emozionate che arriva dritto a segno.
Ugo Bacci, L’eco di Bergamo

Con Songs of mountain stream Carlotta internazionalizza ulteriormente il suo progetto e si veste di una leggerezza pop che la potrebbe condurre ad un pubblico più vasto. Il mondo deve scoprirla.
Vladimiro Vacca, Lost Highways

Uno dei dischi italiani meglio riusciti del 2014.
Valentina Todisco, The Freak

“..There ain’t no mountain high enough / Ain’t no valley low enough / Ain’t no river wide enough”, cantava Marvin Gaye nel lontano 1967. Il giusto augurio per il futuro di una giovane cantautrice che non passerà certo inosservata.
Alessio Sagheddu, SpazioRock

Riecco Carlot-ta con il suo Songs of Mountain Stream ed è di nuovo amore a primo ascolto. Questo disco crea assoluta dipendenza e sussulti al cuore, le undici canzoni vi faranno sorridere, a volte toccheranno le corde più profonde della vostra anima. Da ascoltare assolutamente.
Veronica Eracleo, Mescalina

Ghiaccio Bollente – RAI 5 (live showcase e intervista)

Radio1 – MusicClub (live)

Rockerilla (Intervista di Ambrosia Imbornone)

DMag (Intervista di Caterina Berti)

Il Manifesto (Articolo di Luciano Del Sette)

La Stampa (live report di Andrea Zanello)

Impatto Sonoro (live report di Marco Luparia)

Sound36 (live report di Claudio Donatelli)

MAKE ME A PICTURE OF THE SUN

“Orchestrazioni di sorprendente maturità, un senso della canzone figlio dei Beatles e di Gainsbourg, un respiro cosmopolita che potrebbe sedurre il resto del continente. La voce di Carlot-ta non prende scorciatoie, si confronta con la melodia e lo swing, con Nico e Bjork; e’ imbevuta di musica da camera e bal musette, rock e folk. Puo’ girare intorno a un tema o prenderlo dritto di petto. «Make Me A Picture Of The Sun» e’ anche il brano che apre il disco, e subito conquista per vigore, colori, messa a fuoco di ogni dettaglio. «Féroce et ridicule» potrebbe cantarla Ute Lemper, «Pamphlet» ti sorprendi a fischiettarla dopo il primo ascolto.” Paolo Ferrari, La Stampa

“Ventun anni a maggio, un glockenspiel, il gusto dell’impresa; la vercellese Carlotta Sillano riprende con estro le ricette di nonna Kate Bush con Make me a picture of the sun. […]Da proteggere come una piantina rara e un po’ allucinogena” Pier Andrea Canei, Internazionale

“Appena vent’anni d’età e un debutto fulminante così come se ne vedono pochi […]quello che ci colpisce di Carlot-ta è l’assoluta padronanza della forma canzone[…]Carlot-ta dà vita a uno scenario sonoro affascinante, psichedelico e bizzarro: a tratti misterioso, a tratti giocoso” Simone Bardazzi, Rockerilla

“Non sappiamo se sia pop o cosa, ma non importa. Non capita spesso di trovarsi a fischiettare un motivetto specie se è frutto di un songwriting d’avanguardia, ricco e variegato. Si prevedono grandi cose.” Marco Fecchio, D di Repubblica

“Vent’anni ma una consapevolezza di sé e delle proprie doti che spiazzano l’ascoltatore attento[…]Le qualità compositive di Carlot-ta sono una sorpresa per il normale panorama italiano. Brani intriganti, maturi e dalla spiccata sensibilità.” Patrizio Roman, Il Manifesto

“Un talento notevole, musiche aggraziate e insinuanti, una voce tanto duttile quanto espressiva[…]otto gemme sfavillanti a dispetto delle atmosfere brumose nelle quali sono avvolte.”Federico Guglielmi, Il Mucchio Selvaggio

“Una piccola Joanna Newsom, capace di mescolare preparazione classica e spirito pop. La classica quadratura del cerchio, stile e formalismo “colto” resi accessibili a tutti. […] Non resta che attendere quella che sarà la conferma di un talento tutto da osservare” Emanuele Sacchi, Rumore

“Strabiliante: è questo senz’altro il primo aggettivo che suscita l’ascolto dell’esordio ufficiale di Carlotta Sillano.” Ambrosia Imboirone, L’isola che non c’era

“Carlotta Sillano ama sognare e nei suoi sogni è Carlot-ta, la streghina di una favola gotica, l’amante segreta di Tom Waits, Alice nella Parigi delle meraviglie quando all’Olympia canta Edith Piaf. Ha vent’anni, bella voce e bella personalità…” Riccardo Bertoncelli, XL di Repubblica

“Un piccolo musical agrodolce in otto tracce dove ritornelli, claps e coretti sanno sempre dove infilarsi. […] Questa giovane artista sofisticata e “rivoluzionaria” ci recapita un entusiasmo compositivo che non può essere ignorato assolutamente e “costringe” l’ascolto ad un’imprevedibilità coraggiosa e intellettuale. […] Di queste creature ne nascono rare”  MP News

“Una capacità interpretativa da grande artista unita ad una sensibilità pura e fanciullesca permettono all’autrice di destreggiarsi tra quella che appare quasi una contrapposizione tra dolcezza e innocenza delle melodie e teatralità e complessità di testo. E’ proprio questa continua tensione tra la Carlot-ta musicista (sperimentatrice, curiosa e futuristica) e quella interprete vocale (introspettiva e devota alla letteratura classica) a rendere questo lavoro mistico e unico nel suo genere.” Marco Salvador, Rockshock

“Mezz’ora di musica confezionata con raro buon gusto.[…]otto affreschi che descrivono ambientazioni delicate, forti di partiture d’archi, carillons, percussioni accennate e momenti dove la voce di Carlot-ta è protagonista quasi solitaria. Brani visionari e deliranti e situazioni più distese si rintracciano in andamenti ritmici dondolanti e trame armoniche che sfuggono a qualsiasi voglia di incasellamento stilistico.” Roberto Paviglianiti, Suono

“Un bell’esempio di stralunato songwriting femminile. […]raffinato e fiabesco[…]una scatola di piccoli prodigi caricati a molla, un breviario onirico intriso di magia e romanticismo nostalgico, tra avanguardie parigine d’inizio secolo e suggestioni di puro cabaret weimariano.” Francesco Giordani, Ondarock

“Un esordio brillante, quello di Carlotta Sillano, che ha dalla sua l’età e un talento fuori dal comune” Fabio Guastalla, La voce di Mantova

“Make me a picture of sun è una prima prova così perfettamente riuscita che si fa fatica a credere che le otto tracce che compongono il disco siano state scritte da una ragazza di vent’anni” Veronica Eracleo, Mescalina

“Perfezione: questa è la prima cosa che mi viene in mente riguardo “Make Me a Picture of the Sun”.Non parlo di tecnica bensì dello studio, della cura certosina e della disinvoltura alla base di questo lavoro. La giovane pianista gioca con le sue doti sopraffine, sperimenta suoni, suona l’organetto di Yann Tiersen, schiocca la lingua come una beatboxer, strilla e sibila come Björk, ride, sghignazza, piange e scherza con la sua ampia tavolozza facendoci sembrare semplici le sue acrobazie sonore. La sua musica diverte e appassiona.” Francesco De Paoli, Shiver

“Il primo disco lungo di Carlot-ta è un ottimo esempio di come si possa mettere ordine in una giovinezza esuberante mandando a mente quanto di meglio il cantautorato femminile abbia prodotto negli ultimi tempi. […] Un esotico da camera costruito su voci spaziose e strutture poco lineari, ben filtrato dalla produzione e dagli arrangiamenti di Gianmaria Ciabattari e Gianluca Cangemi.” Federico Zampighi, Sentireascoltare

“Questo disco è veramente un buon biglietto da visita, raffinato ma diretto allo stesso tempo, moderno pur richiamando echi di letterature passate. In questo 2011 in cui la musica al femminile si arricchisce di nuove protagoniste eccellenti, ecco una degna rappresentante del nostro Paese.” F.S. Panopticon

“Questo esordio ha carattere e personalità.” Rocco Rossitto, Praw!Magazine

“Un dono prezioso. […]Carlot-ta ha la classe e l’impeto di Tori Amos e la leggiadra eleganza di  Joanna Newsom. Il suo debut-album “Make me a picture of the sun” è un distillato di poesia fatta suono. […]Il vero talento 2011 della musica nostrana.” Vladimiro Vacca, Lost Highways

“La nuova musica italica è qui, nella voce e nelle idee di questa ventenne, seduta al piano con i suoi poeti accanto  a creare emozioni vive direttamente dalla sua camera.” L’alligatore, Smemoranda

“Il basamento di partenza è fortemente solido: la voce è potente, il movimento fluido nel saper dialogare con strumenti di peso, l’intenzione valida nel voler contaminare gli stilemi linguistici, in una narrazione testuale di vivo interesse. Il songwriting è vellutato, il racconto pianistico essenziale, l’incrocio fra rimandi letterari, passioni musicali e ricerca di un suono identitario evidente. Ricorderete la Tori Amos delle annate migliori in questa manciata di brani, senza però perdersi nell’effetto copia carbone, perchè quello che si ha di fronte dopo l’ascolto di “Make me a picture of the sun” è il ritratto compiuto di un promettente cantautrice, che ha davanti a sé una strada musicale tutta in divenire.” Ester Apa, Rockit

“Make me a picture of the sun è un piccolo gioiello[…]interiorizzati i modelli di riferimento rintracciabili in artiste come Kate Bush e Joanna Newsom ma anche nella poliedricità di Satie o della Piaf, la giovane vercellese riesce a dar vita ad un lavoro confidenziale e, al tempo stesso, vibrante e teatrale.” Annachiara Casimo, Mag-Music

“Carlot-ta fa rima con Talen-to” Elia Billero, Indie-eye

“Carlot-ta ci fa entrare nella sua dimora con grazia e spensieratezza, riuscendo ad “appendere svariati soli” alle pareti delle nostre orecchie. Il pianoforte è il suo strumento fin da bambina e lo si percepisce subito nella fluidità dell’esecuzione e nell’esuberanza che lo porta a essere lo strumento portante di tutto il lavoro. Non solo piano però, gli arrangiamenti sono solidi e mutevoli sia di archi, fiati e fisarmoniche oltre che glockenspiel e sintetizzatori.[…]Eclettica, sperimentatrice e capace di trovarsi a suo agio non solo con l’inglese ma anche con il francese come in Sable Mouvants dove il clima è dimesso, intimo e lineare, imperniato dalla sua ammirazione per la canzone francese d’autore.
Prendetevi una pausa, magari chiudete gli occhi e ascoltate.”
Nicholas David Altea, Paper Street

“La sensazione che si prova ascoltando l’album di Carlot-ta è quella di entrare in un luna park […] ci si emoziona a più riprese e in modo molto diverso: una risata sognante a cavallo di una giostra, un urlo adrenalinico per la rapida picchiata delle montagne russe, il silenzio che accompagna e anticipa l’ingresso nella casa degli spiriti, la gaiezza malinconica entrando nel tendone dei clown.” Viter Luna, Culture Club 51

“Già le prime note di questo disco svelano un piccolo genio musicale. […] Pop dalla forma delicata e dal timbro mutante. […] Una stella è nata e sa divertirsi e divertire con la musica.” Claudio Donatelli, Sound36

“Seppur giovanissima, la ventenne Carlotta Sillano, in arte Carlot-ta, possiede una maturità artistica davvero sorprendente.. La sua voce come un morbido pennello, dipinge ogni brano con colori sempre nuovi e sorprendenti, ma anche con chiaroscuri avvolgenti e tenebrosi. […]Originale, variegato, delicatissimo.” Andrea Direnzo, Raro!

Ondarock (Live report di Giorgio Moltisanti)

Mucchio Selvaggio (intervista di Luca Castelli)

Rumore (di Emanuele Sacchi)

Blog dell’alligatore (intervista di L’alligatore)

Il Cantautore (di Enrico De Regibus)

Losthighway (intervista di Vladimiro Vacca)

Il Sole24ore (di Marzia Fontana)

Il Sole24ore (di Riccardo Piaggio)

L’isola che non c’era (intervista di Fabio Antonelli)

Impatto sonoro (intervista di Fabio Marco Ferregatta)